viernes, 10 de abril de 2009

Vinitaly, ecco la nuova generazione delle donne siciliane del vino


di Paola Pottino

Donne e vino, binomio che sempre più acquista importanza in un settore considerato prettamente maschile. Di questo si è parlato oggi al Vinitaly nel corso di un meeting organizzato dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia e presentato dal noto giornalista Fabrizio Carrera. Cinque giovani donne siciliane con storie e tradizioni diverse, ma tutte unite dall’amore per la terra e per la cultura del vino, hanno testimoniato il loro impegno e la voglia di continuare e di trasmettere questa passione anche ai loro figli. “Anche se esiste l’innata sensibilità femminile, non dobbiamo dimenticare che un ruolo fondamentale assume anche il gioco di squadra all’interno dell’azienda” – ha dichiarato Lilly Fazio, Presidente delle donne del vino siciliano. La Sicilia –continua la Fazio- è una delle regioni nelle quali le donne del vino sono maggiormente rappresentate. Auspico un futuro sempre più rosa e una maggiore sinergia con gli uomini”.
C’è invece chi ha avuto una storia personale diversa rispetto alle altre imprenditrici siciliane, come Enza La Fauci, titolare dell’omonima azienda messinese, la quale ha iniziato la sua avventura producendo grappa per poi passare al vino. “E’ una scelta di vita – ha commentato La Fauci- alla quale prestare la massima attenzione. Questo è un mestiere che non si può improvvisare e non deve essere mai approssimativo.. Adoro sporcarmi le mani di terra e seguire il vigneto personalmente e quella diffidenza che leggevo all’inizio negli occhi dei contadini, ora non la vedo più, ho dato loro fiducia e si sono fidati di me.”
Lorenza Scianna invece pur non essendo imprenditrice è una donna che col vino ha un rapporto ben stretto. E’ enologa presso l’Azienda Fondo Antico e lei, indipendentemente dai cromosomi, è un tecnico che svolge il proprio lavoro dietro le quinte, ma che la rende felice perché è un mestiere creativo nel quale molto spesso si viaggia nell’ignoto, indipendentemente dal sesso, la capacità della ricerca del bello abita l’anima, femminile o maschile che sia.
Per Mariangela Cambria, imprenditrice vitivinicola della zona etnea, la voglia di comunicare la gioia del vino anche attraverso un solo sorriso non l’ha ereditato da una donna bensì da un uomo speciale, il suo papà, anche se il lavoro femminile concentrato in quella zona è molto elevato, le donne amano molto la terra, perché la terra e la vigna sono femmine. Nella gestione dei figli, della casa, dei rapporti, noi donne abbiamo una marcia in più. A sostenerlo è un'altra giovane produttrice Daniela Barbera, per la quale la donna ha una marcia in più nella gestione dei rapporti e nella complessità delle relazioni tra le persone. Un'attenzione particolare per la produzione del vino deve essere inoltre data al territorio nel quale sorge il vigneto.
Secondo Jose Rallo, imprenditrice vitivinicola dell’azienda Donna Fugata, non bisogna farne un discorso esclusivamente femminile, ma bisogna valorizzare le qualità di quelle donne pronte ad essere competitive sul mercato. Le donne posseggono il grande dono dell’empatia, dell’ascolto sono una nuova voce che va tenuta in considerazione. Soddisfatto della presenza femminile nel settore vitivinicolo siciliano è stato l’assessore all’Agricoltura Giovanni La Via, presente al meeting di questa mattina: "In termini generali – ha dichiarato La Via - aumenta la partecipazione femminile alle attività agricole e ovviamente la presenza delle donne come imprenditrici in modo particolare nel comparto vitivinicolo, come del resto nei comparti delle trasformazioni dei prodotti finiti, questo è un processo estremamente positivo perché le donne hanno maggior cura dei dettagli, una maggiore attenzione ai rapporti col mercato, per questo è anche auspicabile che continui”.